Talenti da preservare

 di Valentina Spezzani Twitter:  articolo letto 559 volte

Il settore giovanile dell’Inter ha fatto il colpaccio, ai nerazzurri il campionato Under 19 (Primavera), Under 18 (Berretti) e Under 17 (Allievi). Dopo i doverosi complimenti alla società, la stampa nazionale ha posto una domanda sacrosanta: ma tutti questi ragazzi che fine fanno? Già, perché non è il primo anno che il club milanese colleziona successi e dà visibilità a talenti promettenti, ma la maggior parte di questi poi è sparita nel nulla. Problema solo dell’Inter? Assolutamente no, anzi, problema italiano in generale e problema che mai come quest’anno toccherà anche il Sassuolo. La cantera neroverde cresce e con essa il valore di chi ne fa parte e le responsabilità che questo comporta. E’ un dovere fare in modo che questo patrimonio non vada perduto ma, allo stato delle cose, è difficilissimo farlo. In assenza delle famose squadre B, la maggior parte dei ragazzi che lasciano la Primavera finiscono in Serie D, fatta eccezione per qualcuno che fa il grande salto e arriva in B. Facendo esempi concreti della recente storia degli emiliani, Davide Lodesani ha militato al Foggia e successivamente al Melfi; Marcello Sereni ora alla Correggese, prima al Parma e poi al Castelvetro, dove hanno giocato l’ultima stagione anche Andrea Mandelli, dopo un anno nella Primavera del Cesena, e Giacomo Serra, partito dall’Imolese; Lorenzo Caselli è approdato al Catanzaro e infine alla Virtus Castelfranco. Questa è la vita che fanno quasi tutti i ragazzi usciti dai settori giovanili, prestiti su prestiti, in giro per l’Italia, siamo sicuri che tutto ciò consenta di crescere? Per ora pare che questo sistema sia dispersivo e ben poco produttivo.

Venendo al presente, Francesco Palmieri ha in mano probabilmente i giocatori migliori che il settore giovanile del Sassuolo abbia mai conosciuto (fatta eccezione per un certo Domenico Berardi), l’auspicio è che non vengano sprecati. Per capirci meglio, i tre classe ’97 della Primavera trionfatrice al Viareggio, ossia Giacomo Zecca, Luca Ravanelli e Federico Abelli, dovranno spiccare il volo per forza, fuori età. L’attaccante potrebbe rientrare nell’affare Di Chiara e finire al Perugia con la formula del prestito con diritto di riscatto e controriscatto, sarebbe un’ottima opportunità, gli umbri puntano sui giovani. Sul difensore centrale c’è il Padova. Per il centrocampista ancora non emergono possibili destinazioni, almeno all’esterno. E’ ovvio che, soprattutto per quanto riguarda Ravanelli, capitano e pilastro della retroguardia di Mandelli, c’è da augurarsi una crescita rapida e proficua, Cannavaro domani compie 36 anni, nel giro di un anno, massimo due, un innesto di tale livello sarebbe perfetto.

Per quanto riguarda i ’98, ne potranno rimanere solo tre, i cosiddetti fuoriquota, per gli altri bisognerà trovare una sistemazione. La fascia sinistra del Sassuolo potrebbe necessitare di Nicholas Pierini a breve, quindi sarebbe auspicabile una stagione in un club che non lo releghi in panchina. Stessa cosa per il centrocampista Simone Franchini e per due terzini di qualità come Giulio Gambardella e Andrea Masetti. Prima di reperire una squadra per i giocatori in partenza però, è necessario scegliere chi tenere. Facendo delle ipotesi, Bryan Costa potrebbe restare e poi passare in Prima Squadra nella stagione 2018/19 come terzo portiere, Manuel Ferrini potrebbe coprire uno dei due posti vacanti tra i centrali di difesa, Nicolò Bruschi crescere nel doppio ruolo di centravanti ed esterno. Tutte idee campate per aria ovviamente, la decisione non spetta a chi scrive, ma una cosa è certa, molti dei ragazzi visti in Primavera quest’anno meritano di avere una possibilità nel Sassuolo che verrà, è necessario fare in modo che non si perdano nei meandri di un sistema tutto italiano che, invece di valorizzare, disperde.