Roberto De Zerbi: "Boateng sarà il nostro valore aggiunto"

05.07.2018 14:48 di Redazione Tuttosassuolocalcio Twitter:  articolo letto 650 volte

E' tutto pronto nella seminar room della Mapei per la presentazione di Roberto De Zerbi. A breve la diretta testuale dell'appuntamento. Tsc vi racconterà la prime parole neroverdi del nuovo allenatore del Sassuolo. Un po' alla volta la sala si sta riempiendo di media, presenti Sky, Sportitalia, Sky, Rai e le grandi testate italiane. 

 

Carlo Rossi: “Siamo qui per presentare il nuovo allenatore De Zerbi, poi c’è il ritorno di Giovanni Rossi. Entrambi sono i benvenuti, sesto anno in serie A. Felice di avere qui i giornalisti”.

Giovanni Carnevali: “Questa società ha continuità, il lavoro svolto da parte di tutti ci ha permesso di fare il sesto anno consecutivo in serie A. La famiglia Squinzi ci permette di poter continuare, ci stanno vicino. Voglio ringraziare mister Iachini ci ha permesso di rimanere in serie A, riconoscimento a lui e al suo staff. Grazie a Guido Angelozzi, ha fatto un lavoro importante dietro le quinte. Da oggi inizia un nuovo periodo, un periodo di grandi cambiamenti che parte con la presentazione di De Zerbi e del diesse Giovanni Rossi. Sarà annata importante e di cambiamenti”.

Roberto De Zerbi: “Grazie alla mia ex società, al presidente, felicissimo di venire qua, anche con un anno di ritardo. Avevo dato parola ad altra squadra, sono felice, la scelta che ha fatto il Sassuolo combacia con la mia. Ho scelto di venire qua, non voglio fare la comparsa, non voglio sedermi su una panchina tanto per farlo, ma cercherò di essere utile, rispettando quanto è stato fatto in passato. Sosterrò con forza e passione la mia idea, ci siamo trovati subito con l’amministratore delegato, non c’è stato mai nessun dubbio per fare parte di questa società”.

Giovanni Rossi: “Ringrazio la famiglia Squinzi, il presidente e l’amministratore per la possibilità che mi concedono. Conosco la filosofia Mapei e quello che dobbiamo fare. Raggiunti nel corso degli anni risultati importantissimi, nella vita bisogna avere il coraggio di capire quando c’è da ripartire, da fare e ricostruire. I cicli possono finire e ricominciare”.

De Zerbi sul Sassuolo che sarà: “La mentalità del Sassuolo è quello che ha detto la storia. Ha vinto spesso a San Siro, questo passa dalla mentalità e non dal modulo. Tutto parte da un’idea, cercherò di giocarmela con tutti rispettando tutto, partendo dalla volontà di fare la partita. La scelta di entrambi è di essere ambiziosi, cercare di arrivare, conta solo il risultato, ma ci sono tante strade per arrivare al risultato”.

Su Boateng: “E’ un calciatore di qualità – dice De Zerbi -, quelli di qualità vanno messi in campo. Lo conosco bene, è intelligente, maturo e forte, può ricoprire diversi ruoli”.

Sullo stesso argomento: “Abbiamo buone buone possibilità che arrivi”, dice Giovanni Rossi.

Sulla squalifica: “Il mio modo di vivere gli allenamenti sarà sempre lo stesso, li guido in maniera passionale. Sulla vicenda, io patteggiando sarei andando incontro a due giornate di squalifica, non mi sono adeguato, non mi sono accontentato. Ho dei buoni motivi per essere prosciolto, ci sarà l’appello, non condivido la sentenza, sono obbligato ad accettarlo. Non vado al compromesso per andare in panchina prima”.

Sugli obiettivi e su Berardi: “Mi sono reso conto – ancora De Zerbi-  della grande passione del proprietario Squinzi, ama il calcio, cerca di informarsi e di capire quali sono le strategie tattiche e l’idea di gioco. Ad oggi non si possono delineare gli obiettivi, si cerca di ripartire da una base importante, siamo troppo distanti dall’aver definito la rosa finale che andrà ad iniziare la stagione. L’obiettivo è difficile decifrarlo fin quando non si capisce dal campo il valore della propria squadra, lo si capirà sul campo. Berardi è un giocatore importantissimo, ha avuto una fase naturale di calo, ha fatto 31 gol nei primi due anni di serie A. Non c’è mai stato nessuno con quel numero di gol. Se rimane con entusiasmo sono contento, un giocatore cosi si fa fatica a trovarlo. Se la sua scelta sarà diversa, ci penserà la società. E’ un ragazzo per bene”.

De Zerbi gioca con il 4-3-3: “Quello che conta più di  tutto è sempre la mentalità. Si giocherà in base all’organico. L’organizzazione è finalizzata alla qualità. La finalità sarà importante, a volte cambieremo sistema di gioco. Non cambierà mai la mentalità di voler essere protagonisti della partita, questa sarà sempre la stessa”.

E’ un Sassuolo di tanti cambiamenti: “Cercheremo di mantenere – dice Carnevali – più giocatori possibili, dobbiamo ringraziare mister Iachini e il lavoro della squadra, è stato un gruppo vincente. Quest’anno si ricomincia in maniera diversa, l’era Di Francesco è passata da un anno. Stiamo facendo delle valutazioni con Giovanni Rossi, con il mister, la proprietà, se il giocatore capisce cosa vuole il Sassuolo da lui, noi andiamo avanti. Se c’è volontà di cambiare e le condizioni economiche giuste, lo accontentiamo. L’esempio è Politano, a gennaio non l’abbiamo dato al Napoli. C’è la volontà di cambiare e mettere nuovi tasselli. In uscita c’è grande difficoltà, i trasferimenti fino ad oggi sono limitati. In entrata preso ragazzi molto validi, dovremo stare molto sul mercato”.

Squinzi l’ha etichettato come il nuovo Di Francesco: “L’anno scorso avevo dato la mia parola al Las Palmas, non se ne fece nulla, decisi di non accettare. Con il Sassuolo non avevamo mai parlato nel dettaglio. Le condizioni di quest’anno mi hanno subito affascinato. Il fatto di ripartire mettendo dei giocatori funzionali al mio sistema di gioco, servono forti, in questo mi sono trovato. Il nuovo Di Francesco? Lo stimo molto, sia il padre che il figlio. Se non avessi voluto pressioni avrei fatto un altro lavoro che non è quello dell’allenatore. Senza pressioni vivo un po’ meno bene. E’ sempre il campo che giudica per voi, io vado avanti secondo la mia idea”.

Nelle ultime stagioni ha allenato in situazioni disperati: “Il Benevento con i punti del girone di ritorno si sarebbe salvato. Ho accettato di venire per costruire una squadra con idea comuni. Io voglio divertirmi, è il lavoro che amo, vivo solo per il calcio, in questi giorni immaginando la squadra che sarà. Al resto non penso”.

Cosa si aspetta da domani: “Io sono abituato a giocare in piazze caldo per tifo e stampa, l’ambizione è la volontà è quella di riempire il Mapei Stadium facendo appassionare anche la gente che non è del Sassuolo. Non mi interessa diventare la squadra simpatia, voglio una squadra coraggiosa che cerchi di essere sempre pulita e leale facendo divertire chi viene allo stadio”.

Su Acerbi: “Se è fondamentale? – dice Giovanni Rossi – è fondamentale avere calciatori funzionali a sposare il progetto. Il valore di Francesco è dettato dagli ultimi quattro campionati, uno dei migliori difensori italiani. Bisogna trattarlo come un calciatore importante”.

C’è il rischio di cominciare con 6-7 calciatori che poi partano: “Può essere – dice De Zerbi -, questo non darà la voglia di allenarsi meno o di avere la testa altrove. La mia responsabilità sarà quella di allenarsi con la testa, non sarà un problema per i calciatori che sono tutti dei professionisti esemplari”.

Sugli obiettivi: “La famiglia Squinzi è molto ambiziosa come me, sono ambizioso in campo quando lavoro e nel chiedere un certo tipo di calciatori. L’obiettivo passa attraverso la dimensione del calciatore. Nel Benevento ce  ne sono di molto bravi, non sono il tecnico che deve portarsi per forza dietro i calciatori, io do fiducia a tutti”.

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