Live dal workshop neroverde: le parole dei protagonisti

 di Valentina Spezzani Twitter:  articolo letto 808 volte

Con qualche minuto di ritardo sta per iniziare il workshop neroverde. Tuttosassuolocalcio vi terrà compagnia cpn aggiornamenti in diretta. Stay tuned!

Apre l'evento il Presidente Carlo Rossi che ringrazia i presenti e invita sul palco Paolo Condò. Queste le parole del giornalista: "Io, Costacurta e Marocchi ogni domenica alle 15 ci chiudiamo in una stanza con dieci monitor e ci dividiamo le partite. Ci sono discussioni fortissime perchè tutti e tre vogliamo vedere il Napoli e il Sassuolo, vige la regola che nessuno può vederle entrambe. Secondo noi giocano il miglior calcio in Italia. Ci siamo accorti che il Sassuolo era diventato un'altra cosa alla decima giornata di due anni fa con la vittoria sulla Juve, il Sassuolo non era più la favola della squadra di provincia, era una squadra vera. Dissi a Carnevali che i neroverdi avrebbero lottato per l'Europa League e andò cosi. Il Sassuolo se la gioca con le grandi. Poi vai a vedere gli abitanti su wikipedia e capisci che c'è solo il Chievo con una realtà con meno abitanti. Il Sassuolo ci fa pensare al villaggio di Asterix che tiene in scacco tutto l'impero Romano. Ovviamente il segreto è seduto in prima fila ed è Giorgio Squinzi. I grandi impremditori di solito faticano, almeno all'inizio, nel calcio, invece lo staff del Sassuolo non riesce ad essere eguagliato da tanti club europei. Negli ultimi dieci anni solo per due volte il Sassuolo non si è migliorato rispetto all'anno precedente, quest'anno le sfighe vincono 80 a 20 sulle colpe nel dodicesimo posto. Oltre a Squinzi c'è una seconda gamba, quella del territorio e delle aziende che hanno creduto nel progetto, insieme alle grandi aziende italiane e non. Dieci anni fa il Cagliari portò via Allegri al Sassuolo, ora un allenatore del Cagliari verrebbe al volo qui, perchè al momento è una realtà superiore".

Giorgio Squinzi: "Io non vorrei perdere nessuno dei nostri ragazzi, quest'anno nonostante le assenze ce la siamo giocata alla pari con le grandi, abbiamo vinto e perso ma ce la siamo giocata alla pari perchè questa squadra ha un'anima. La Champions? Penso ancora che prima o poi arriverà, io non sono per il partecipare, sono per il vincere e voglio continuare a farlo. Ho avuto un attimo di scoramento nel penultimo anno di B quando abbiamo avuto una serie di errori arbitrali contro. Avrei venduto, ma nessuno mi è venuto a chiedere il Sassuolo ed è andata bene cosi. Se pensiamo a Cristiano Ronaldo? Preferisco Messi - scherza il Patron. Tifo per il Milan ma ora esulto quando il Sassuolo gli fa gol. Abbiamo investito tanto nelle strutture, è vero che abbiamo comprato lo stadio a poco, ma poi ci abbiamo investito, il manto è uno dei migliori in Europa, è una tecnologia Mapei che stiamo esportando anche in altri stadi. I pochi stranieri? È una scelta, puntare sui giovani e sugli italiani. La stessa Juve ha uba difesa tutta italiana. Se siamo un modello? Io credo che tanti ci abbiano imitato. Berlusconi mi chiese quanto spendevo col Sassuolo e disse a Confalonieri "Quasto qui fa la squadra con l'ingaggio di Bacca". E nel 2015//16 siamo arrivati davanti al Milan. Il centro Mapei è un orgoglio, seguiamo diversi sport e diverse squadre di calcio, siamo subissati di richieste, dovremo dire dei noi. Cosa chiedo a Bucchi? Di continuare a fare quanto stiamo facendo, magari tornare in Europa e League e vincere. Quest'anno ci siamo fatti una pelle più resistente e più dura. Di mercato non so niente, Carnevali non mi dice niente, non ho capito se mi compra Messi o se mi vende tutta la squadra. Giovanni ha il terrore di Pecchi, il mio collaboratore, perchè ha le chiavi della cassa. Mi è dispiaciuto perdere Pellegrini ma abbiamo fatto una discreta plusvalenza".

Giovanni Carnevali: "Continua la politica dei giovani italiani. Abbiamo rinnovato i contratti delle bandiere. Abbiamo preso Marchizza, Frattesi e Bandinelli. Acerbi ha rinnovato il contratto e rimarrà con noi. Abbiamo richieste per diversi giocatori ma non vogliamo svendere a cifre inadeguate. Come sono arrivato al Sassuolo? Mi hanno colpito le persone e il progetto. Abbiamo fatto grandi cose, siamo arrivati in Europa in stadi bellissimi. Già ai sorteggi la UEFA ci ha accolto benissimo, perchè avevamo già organizzato la finale di Champions femminile. È stato tutto bellissimo, a partire dalla partita contro la Stella Rossa. L'Europa ha dato una visibilità enorme, vendiamo merchandising in paesi lontanissimi. Perché Bucchi? La nostra filosofia è giovani, italiani, bravi e poi l’uomo ha un valore importante”.

Cristian Bucchi: “Qui son passati Allegri, Pioli e Di Francesco? Non ci ho pensato quando mi hanno chiamato, ho pensato che mi aveva cercato una grande società e mi sono piaciute le modalità, il rispetto per la stagione in corso, per la stagione che doveva terminare, sono dinamiche che nel calcio non si vedono spesso. Condivido lo stile, l’avere dimostrato di non scegliere in base all’età e che hanno voglia di crescere. Io punto sul gioco, l’anno scorso la società e i ragazzi mi hanno sostenuto in questo. Cosa metterò di mio? Conosco Eusebio, siamo diversi e questa è la prima novità. E poi ci saranno novità nel gioco, la squadra ha qualità e basi solidissime su cui mettere qualcosa di mio, spero di incuriosire questo gruppo e ottenere risultati. Voglio un’identità tattica e morale, ho apprezzato che siano rimasti i giocatori storici di questa società, contano gli uomini, chi è partito dal basso qui deve trasmettere appartenenza e valori, il nostro capitano è arrivato dalla C2 all’Europa League, in futuro chissà… Le mie richieste? In parte già accontentate, il mantenere, poi dovesse esserci qualche partenza non mi strapparei i capelli, chi non sente più sua questa strada è giusto faccia scelte diverse”.

Francesco Manganelli: “Come governo? In modo semplice, cerco di essere me stesso perché i miei genitori mi hanno cresciuto in un certo modo, con determinati valori. Io ho sempre guardato esempi diversi, positivi. Il percorso è stato lungo, abbiamo fatto tanta strada, con pochi momenti brutti e sempre in crescita. Inizia la mia tredicesima stagione in una società che non si è mai accontentata, non è facile andare via da qui e credo che non lo sarà per molti. Qualcuno mi ha chiesto consiglio, anche poco fa, ed è rimasto. L’infortunio non è stato facile, ma è pur sempre uno sport, mi hanno aiutato lo staff medico e tecnico e un compagno come Biondini, abbiamo scalato montagne in bici. Rientrare in quel modo è stato incredibile, non dico che ne è valsa la pena ma quasi”.

Claud Adjapong, fresco di rinnovo, parla della magica vittoria del torneo di Viareggio “Ero via con la Nazionale. Sono arrivato dal Belgio a Milano alle 7 e a Viareggio alle 14, sono arrivato giusto in tempo. Volevo giocare e vincere e ho segnato. Ho una famiglia fantastica, se non fosse stato per mio padre non sarei qua, col suo lavoro mi ha pagato la scuola calcio e a piccoli passi sono arrivato qui. Dico grazie alla mia famiglia. Io titolare? Io metterò il massimo impegno in ogni allenamento e poi il mister sceglierà”.

 

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