De Zerbi: "Salvezza meritata, nessuno ci ha regalato niente"

05.05.2019 17:54 di Valentina Spezzani Twitter:    Vedi letture

“Cosa ho detto ai ragazzi nell'intervallo? Anche nel primo tempo abbiamo fatto noi la partita, abbiamo creato e non abbiamo sofferto grandi pericoli, nell'intervallo ho detto ai ragazzi che se avessimo fatto un gol avremmo ripreso la partita e anche vinta – racconta De Zerbi in sala stampa al Mapei Stadium - Oggi siamo salvi matematicamente, non ci ha regalato niente nessuno, abbiamo affrontato squadre che ci hanno dato battaglia. Oggi c'era qualcuno che non era al 100% dal punto di vista mentale, e se sbagli approccio, dopo è difficile riprendere la partita. Nonostante questo nel secondo tempo abbiamo ripreso la partita, abbiamo fatto bene, avuto pazienza, forse avremmo potuto fare qualcosa in più ma va bene, oggi sono contento. Io sono l'allenatore sia quando facciamo bene che quando facciamo male, il miglioramento deve essere soprattutto mentale, avere continuità dal punto di vista mentale è il segreto per avere continuità di prestazioni e risultati. Fatto questo si migliora anche dal punto di vista tattico, si deve capire che Berardi e Boga vanno serviti più velocemente, che l'attaccante centrale si deve inserire di più, ma tutto il resto c'è. Il 50% da mettere sta un po' nell'aspetto mentale e un po' di conseguenza in quello tattico. Vedremo anche cosa metteremo l'anno prossimo in esperienza e in funzionalità, questa è una squadra funzionale, ma qualcosa di mancante c'è, senza nulla togliere alla società che mi ha messo a disposizione una rosa come questa”.

Qualche rimpianto? “Il rimpianto è che a gennaio, a quattro punti dall'Europa è andato via Boateng, è arrivato Demiral ma abbiamo perso Marlon. C'è venuta la consapevolezza che il treno per qualcosa, che adesso è impossibile, fosse andato e abbiamo alternato prestazioni buone e meno buone”.

Sull'annata: “Devo ringraziare la società per la squadra che mi ha messo a disposizione e i giocatori, io sono pesante tutta la settimana, loro non solo mi hanno sopportato, ma mi hanno seguito, si è creato un rapporto coi giocatori che è la cosa più bella che possa avere un allenatore, quantomeno io, sono malato sulla tattica, ma sul rapporto ancora di più. Sono uno che martella, che non si accontenta mai e chi lavora con me deve imparare a conoscermi”.

Sul battibecco con la panchina avversaria: “Se io non litigo vuol dire che devo cambiare mestiere, mi tengo sveglio, ma non è successo niente di particolare”.

Sul finale di stagione: “Bisogna comportarsi in maniera seria tutti, ci siamo salvati contro tutto e tutti, nessuno si è presentato contro di noi in infradito, giustamente ci hanno fatto sudare i punti. Noi faremo uguale. Se ti comporti in maniera seria, ti rispettano tutti di più, sia i tifosi e gli avversari. Affronteremo Roma, Atalanta e Torino si giocano obiettivi importanti, noi il decimo posto che per Sassuolo equivale a una Champions League. Non dimentico l'Europa League di Di Francesco, ma bisogna contestualizzare tutto. Pensarci dentro le prime dieci con le squadre che ci sono è difficile per tradizione, rosa, pubblico, se arriviamo decimi vuol dire che abbiamo superato una delle realtà importanti del campionato. Poi la società è ambiziosa e io anche. Oggi la Samp ha pareggiato 3-3 mentre vinceva 3-1, e Giampaolo ha detto che forse manca la mentalità per ambire a qualcosa di più e lui allena la Samp da tre anni, ha in squadra il capocannoniere del campionato. Per cui se noi arriviamo decimi equivale a una Champions, se qualcuno pensa potessimo fare di più, non mi trova d'accordo”.

Sul Sassuolo rosa, arrivato quinto: “Il Sassuolo femminile merita i complimenti, sia Piovani che le calciatrici. Il Sassuolo è una società organizzata che cura tutto, e i risultati, per chi cura i dettagli, arrivano”.

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