De Zerbi: "Con giocatori intelligenti, il miglioramento arriva"

29.04.2019 23:39 di Valentina Spezzani Twitter:    Vedi letture

Il Sassuolo pare rinato: “Quando hai giocatori intelligenti, persone intelligenti, che pensano e riflettono sul proprio lavoro, prima o poi il miglioramento avviene – commenta De Zerbi - Siamo una squadra giovane, che ha buttato via tanti punti, nell'ultimo mese ci siamo trovati a soffrire, pensare a un campionato di un certo tipo e poi ritrovarsi a lottare in zone in cui pesa il punto o i tre punti non è facile, va dato merito ai giocatori”

Sul nuovo modo di giocare: “Tutto l'anno siamo stati non belli senza palla, eravamo troppo bassi, troppo passivi, giocando col centravanti, portando tutt'e due le mezzali sopra in pressione, a volte arrivavamo senza centrocampisti o con uno solo, allora abbiamo cambiato, e ora quando conquistiamo palla siamo pronti subito a ripartire. E' una cosa nuova per me come allenatore e ha dato benefici a tutti, anche perchè ho giocatori di qualità assoluta. Sensi preferisce giocare vertice basso, me l'ha detto, ma in queste due partite dietro agli attaccanti ha fatto bene e credo si sia divertito. Quel ruolo può farlo anche Djuricic”.

Meglio il bel gioco o il pragmatismo? “Sono due linee di pensiero chiare, delineate e nette, non è giusta nessuna delle due, l'importante è aver chiaro che quello che si vuol fare e rispettare le idee degli altri. Io ho sentito spesso dire che la mia squadra abusa del portiere, è vero, ma abbiamo fatto tanti gol. Se giocare dal portiere vuol dire non sapere cosa fare davanti, non va bene, se giocare dal portiere vuol dire superare il muro che hai davanti, allora la linea è questa. E non mi sembra corretto che chi la pensa diversamente venga deriso o esaltato come innovatore, nel calcio non si inventa niente, ognuno ha la sua idea, anche perchè chi ha vinto l'ha fatto in modo diverso, l'Italia in un modo, la Germania e la Spagna in un altro. Nel calcio non c'è nulla di semplice, a semplificare le cose c'è la qualità del giocatore”.

Futuro a Sassuolo o pronto per una big? “Devo essere riconoscente al Sassuolo che mi ha preso e mi ha fatto allenare una squadra funzionale per giocare il mio gioco. Non so quale allenatore si possa sentire pronto per allenare, io non mi sento mai pronto, penso sempre all'esonero dietro l'angolo. Credo che nel mio caso si debba scegliere in base al progetto. L'ambizione c'è ma non c'è neanche la voglia di andare dove non c'è un progetto”.