Consigli: "Andremo a San Siro a dare battaglia"

 di Valentina Spezzani Twitter:  articolo letto 130 volte

Messa in cassaforte la salvezza, il Sassuolo si prepara a sbarcare a San Siro sabato sera per affrontare l'Inter: “Mi aspetto una partita difficile, contro un avversario in lotta per un obiettivo importante – dice Andrea Consigli in conferenza stampa - Siamo una squadra fastidiosa per una formazione che gioca come l'Inter, noi andremo a Milano dare battaglia, poi se saranno più bravi gli altri, stringeremo loro la mano. Andare a giocare a San Siro davanti a settantamila persone e poi ospitare la Roma dà grandi stimoli, sono partite che si preparano da sole. San Siro per me è una stadio speciale, ci andavo con mio padre da piccolo, sono cresciuto col sogno di giocarci”.

Sulla stagione dei neroverdi: “E' stato un anno particolare, abbiamo cambiato allenatore, le cose non sono andate come speravamo. Poi le annate quando girano male sono difficili da raddrizzare, devo fare i complimenti a Mister Iachini, perchè ci ha dato una grossa mano a calarci in questa realtà e a raggiungere una salvezza sudata. Abbiamo sofferto, però a livello di piazzamento siamo in linea con le aspettative. Dopo l'Europa League forse la gente si aspettava che ci tornassimo, si danno tante cose per scontate, ma il Sassuolo è una squadra piccola, che si deve innanzitutto salvare”.

Il Sassuolo cresce da sempre giovani talenti: “Ho visto crescere tanto Rogerio, che è un ragazzo serio, sempre sul pezzo. Vedo crescere giornalmente Mazzitelli, Sensi, tutti i giovani stanno crescendo tanto e bene e devono continuare a farlo, perchè poi prendere in mano una squadra non è come giocare da gregari accanto a calciatori più esperti”.

I gol di Politano sono stati fondamentali in questa seconda parte di stagione: “Matteo ha fatto bene, ha fatto tanti gol, è importante per noi, ma come lo è Berardi e come lo sono tutti gli altri, è riduttivo parlare dei singoli, bisogna parlare del gruppo, basta guardare come sono entrati Babacar e Ragusa domenica, correndo su ogni pallone, anche chi entra dalla panchina lo fa sempre per dare una mano”.