Bucchi: "Dobbiamo dare continuità a quanto fatto a Cagliari"

 di Valentina Spezzani Twitter:  articolo letto 362 volte

Il Sassuolo viene dal primo successo della stagione, la vittoria a Cagliari è stata una boccata d’ossigeno per classifica e morale: “La partita di Cagliari ha testimoniato quanto detto da me in precedenza, il nuovo percorso intrapreso ha bisogno di tempo di passaggi – dice Cristian Bucchi in conferenza stampa - Bene la vittoria e bene che sia arrivata con la prestazione, è il primo passo a cui dobbiamo dare seguito, dovremo essere la squadra più provinciale delle provinciali, avere umiltà e spirito di sacrificio, ma anche dare qualità alle nostre giocate, e dovremo dare sempre l’idea di essere una squadra solida e compatta come abbiamo fatto l’altra sera. Domani affrontiamo una squadra che è in salute, sono molto brillanti, hanno raccolto meno di quello che meritavano sia col Napoli che con l’Inter, è una partita insidiosa contro una squadra molto completa come organico, guidata da un allenatore di grande esperienza, con una società molto organizzata che ha voglia di far bene e crescere”.

Sulle condizioni dei singoli: “Fino a ieri abbiamo avuto poco tempo per capire, ieri abbiamo recuperato energie, oggi è stato il primo allenamento vero. Le indicazioni sono positive, la squadra ha recuperato bene, Duncan e Berardi stanno abbastanza bene, ma visto che giochiamo domani alle 18 aspettiamo a giudicare, abbiamo ancora un po’ di tempo per capire”.

Sull’avversario: “Il Bologna arriva da un momento positivo di prestazioni, ha davanti giocatori di qualità, centrocampisti dinamici che sanno inserirsi e creare imprevedibilità, è una squadra a cui piace giocare dal basso con terzini che si propongono, per cui è una formazione molto solida e molto compatta, dovremo stare attenti alla loro velocità e alla loro qualità tra le linee, soprattutto, poi i pericoli possono arrivare dappertutto”.

Sul momento del Sassuolo: “Da Bergamo abbiamo fatto sempre buone gare, lì non abbiamo raccolto quanto meritavamo, la Juve ha campioni che possono spezzare gli equilibri, a Cagliari abbiamo fatto una partita più completa perché c’è stato anche il risultato. Gli episodi a volte determinano, ma credo che le prestazioni di Bergamo e Cagliari siano molto vicine. C’è fiducia che il percorso intrapreso sia quello giusto, sono contentissimo perché i ragazzi mi seguono moltissimo, ci sono voglia e entusiasmo. Siamo in un buon momento, poi è chiaro che abbiamo fatto ancora pochissimo ma siamo in crescita”.

Sulla sua prima vittoria in A: “Bellissima, era quello che rincorrevo. Bello perché è arrivata in una gara meritatamente vinta, contro una squadra molto difficile da affrontare e dopo tre sconfitte. Da giovedì mattina però il mio pensiero e quello dei ragazzi è alla partita di domani”.

Sul recupero di Matri e Peluso: “Quello di Matri e Peluso era un discorso legato ad opportunità che avevano, non c’erano problemi né con me né con la società. Io ho sempre detto che speravo che la situazione si chiudesse nel minor tempo possibile, quando il mercato si è chiuso la situazione si è chiarita, ho parlato con i ragazzi, che stanno bene sia dal punto di vista fisico e mentale. Matri ha giocato mercoledì e si è fatto trovare pronto, presto succederà anche a Federico, che è un giocatore importante per noi”.

Sulla formazione: “La formazione dipende dai giocatori che ho e dalle loro storie. Ad esempio Missiroli viene da un anno molto travagliato, quindi da una parte c’è la voglia di metterlo in campo sempre, dall’altra la volontà di non metterlo mai a rischio, cerco di gestire al meglio i calciatori con lo staff medico. Stessa cosa vale per Duncan, Magnanelli e Biondini. Per il resto io cerco di dare un’ossatura definita, per fare in modo che chi si deve inserire non abbia difficoltà, non sono per i grandi cambiamenti, mi piace dare spazio a tutti ma con cognizione di causa”.

Sul rigore di Matri a Cagliari: “A fine primo tempo gli ho detto che se ci fossero stati altri tre rigori li avrebbe calciati tutti e tre, a prescindere dal risultato, chi tira i rigori deve mettere in preventivo che li può sbagliare, però abbiamo bisogno di giocatori di grande personalità che devono saper convivere con l’errore. Il calcio è bello anche perché dà la possibilità a tutti di rifarsi dopo un errore, lui è stato bravo perché non si è demoralizzato, ha continuato a giocar bene e poi ha trasformato il rigore”.

Sulla sua esperienza a Bologna: “Sono arrivato a gennaio, si percepiva la grande voglia del Bologna di tornare in A dopo tanti anni di fatica. Ci siamo riusciti, ho fatto cinque gol, è stato un periodo bello, io ho un bellissimo ricordo, due dei miei tre figli sono nati a Bologna, per cui ho una città a cui sono legato. Poi ci si ritrova da avversari ed è normale che si voglia vincere”.

Sulla sua scelta di allenare: “Ci sono state due figure chiave, una è stata Eusebio Di Francesco, perché nel mio ultimo periodo da calciatore abbiamo avuto un rapporto bellissimo, spesso parlavamo e mi coinvolgeva in dinamiche da staff, si era immaginato anche un discorso futuribile nel suo staff. Poi le nostre strade si sono divise, lui andò a Lecce, io smisi di giocare e lì è intervenuta la seconda figura importante, Sebastiani, presidente del Pescara, che mi diede l’occasione di allenare nel settore giovanile. Poi c’è la mia passione e il fatto che mi mancasse l’odore dell’erba e volevo il ruolo più vicino possibile al campo”.

Il Sassuolo corre molto, sempre più dell’avversario: “Sul fatto che corriamo molto e con qualità, credo che dipenda dal lavoro settimanale, cerchiamo di rendere le esercitazioni simili a quello che poi dovremo fare il campo. Il fatto di essere corti e compatti ci aiuta a correre meglio e fare meno fatica, una squadra come noi per fare risultato deve correre più e meglio degli altri”.

Sulla scarsa finalizzazione sotto porta: “Dobbiamo ottimizzare meglio, coinvolgendo anche i centrocampisti, non lasciando soli gli attaccanti. Poi ci vogliono più precisione e anche un pizzico di fortuna. La cosa importante è produrre occasioni da gol, a Cagliari ne abbiamo create 8 o 9, dobbiamo essere bravi a ottimizzarle meglio”.

Sul periodo di Falcinelli: “Matri e Falcinelli possono anche giocare insieme, è una possibilità che abbiamo. Diego non è in un periodo di difficoltà, forse realizzativa, ma si danna l’anima, è sempre molto utile per la squadra, lui e Matri stanno bene e per me sono una risorsa. Abbiamo diverse soluzioni, dovremo capire il momento fisico e psicologico dei giocatori e anche il tipo di avversario per scegliere la migliore”.

 

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