Acerbi: "Bucchi è bravissimo, si parlerà del suo Sassuolo"

 di Valentina Spezzani Twitter:  articolo letto 302 volte

Francesco Acerbi ha parlato del suo momento e di quello del Sassuolo in un'intervista sulla Gazzetta Dello Sport di oggi. Questa una parte di quanto scritto sulle colonne della Rosea.

Sulle difficoltà del Sassuolo: "E' stato un avvio soft, l’allenatore non c’entra. Abbiamo patito i carichi di lavoro maggiori rispetto al passato, ma adesso stiamo bene. Mi dispiace che Bucchi venga criticato perché è bravissimo. Lui e il suo staff hanno passione, voglia e conoscenze. Tra qualche anno parleremo del Sassuolo di Bucchi così come ora giustamente ricordiamo il Sassuolo di DiFrancesco. Dobbiamo trovare dentro di noi le motivazioni per fare meglio. A Sassuolo si sta troppo bene ed è pericoloso perché inconsciamente rischi di non fare quello che potresti. Bisogna pensare in grande sempre, se no ce ne pentiremo. Dobbiamo garantirci la salvezza in fretta e poi alzare l’asticella: mica possiamo accontentarci di arrivare quartultimi. La testa è fondamentale: senza le giuste motivazioni la stagione diventa un’agonia".

Sul cambio di modulo: "Il modulo magari sarà temporaneo. Anche lui ha iniziato col 4-3-3, poi è passato al 3-5-2 per dare compattezza. In campo vuole aggressività. Lascia libertà al giocatore che si muove dietro la punta e questo a Berardi dà fiducia e responsabilità. Tutti possono sganciarsi ma poi devono tornare e aiutare. Io sono un cavallo pazzo, giocando a tre dietro salgo molto più spesso. A volte è come se fossi un terzino, cerco di produrre superiorità numerica. Quello che non cambia è l’atteggiamento: do tutto e se perdo non riesco a dormire. Non sopporto gli alibi".

Sulla sua permanenza a Sassuolo: "Io avevo deciso di lasciare Sassuolo e con l’Inter sembrava tutto fatto, ma la situazione si è complicata e non ho capito perché. Poi sono arrivate le offerte di Zenit e Galatasaray. Io non avrei fatto la guerra al Sassuolo: ho ottimi rapporti con Squinzi e Carnevali. Alla fine ho deciso di restare e sono contento. Certo, quando alla tv vedo l’Inter mi dico: “Dovrei esserci io lì”. Ma questo mi dà anche un’ulteriore motivazione: voglio giocare benissimo col Sassuolo per meritarmi un grande club e dimostrare che non sono l’Acerbi del Milan. Sarei ancora lì se quell’anno avessi avuto la testa di adesso. Anzi, bastava una testa normale. Ho avuto i sensi di colpa quando facevo la chemioterapia: mi dicevo che ero stato scemo a sprecare quell’occasione. Ma poi ho capito che sono stato fortunato e che quell’esperienza mi ha fatto crescere. Ora so che non fallirò più, perché cerco la perfezione".