Acerbi: "A Sassuolo esperienza significativa, ma non potevo restare"

05.05.2019 00:01 di Valentina Spezzani Twitter:    Vedi letture

Francesco Acerbi è il protagonista dell'ultima puntata de "I signori della Serie A", su SkySport. L'ex difensore neroverde parla a lungo anche della sua esperienza a Sassuolo, iniziata con la scoperta del tumore: “Ho fatto le visite mediche di routine col Sassuolo, dopo una settimana il dottor Minafra mi ha chiamato dicendomi che dovevamo fare un controllo il giorno successivo. Lì ho saputo di avere un nodulo nel testicolo, la parola tumore all'inizio mi ha fatto paura, poi mi sono tranquillizzato perchè mi avevano assicurato che dopo l’operazione sarei tornato a giocare. Sono guarito ed è stata una fortuna, sicuramente è cambiato il mio modo di pensare e di agire. Poi c'è stata la ricaduta, ho fatto la chemioterapia, che ho terminato il 14 marzo (2013, n.d.r.). Piano piano nella mia testa, ogni giorno, aumentava la voglia di correre, di allenarmi, di bere meno. Da lì sono ripartito, avevo e ho tuttora una carica pazzesca. Con la malattia cresci come uomo, molti mi vedono come una persona migliore e tanti mi chiedono consigli".

Acerbi rientra in campo il 21 settembre 2014 al Mapei Stadium contro la Sampdoria: "Era la mia occasione, se avessi fatto male sarei stato fuori. Al 70' avevo i crampi, chiedevo a Peluso di aiutarmi e starmi vicino. Finì 0-0 nonostante nella Samp ci fossero giocatori forti come Eder e Okaka. Da lì è andata bene, ma la consapevolezza di poter fare bene c'era già, avevo tanta voglia di giocare e di vivere per il calcio".

Queste le parole sul Sassuolo: "Il Sassuolo ha una grande proprietà, pochi tifosi ma buoni, sono bravissime persone. Trovare le motivazioni lì non è sempre facile, quando le cose vanno male non c’è una pressione grandissima. Devi trovare da solo gli stimoli giusti".

La partita più bella in neroverde: "Ce ne sono state tante ma direi il 3-0 in Europa League contro l'Atletic Bilbao. Nel girone potevamo passare, arrivare secondi, sono mancate un po' d'esperienza e la voglia di passare".

Sui sette gol presi due volte dall'Inter: "Con le milanesi abbiamo preso dei gol, ma poi abbiamo anche vinto. Di Francesco ha idee, si vede subito, sa far giocare bene la squadra ed è bravissimo coi giovani".

Sugli ex compagni: "Berardi è quello che è mancato un po' di più, perchè è un grandissimo talento, sono tanti anni che è lì, poteva fare il salto, è un peccato. Duncan mi piace un sacco, anche Sensi è un ottimo giocatore".

Sulla conclusione della sua esperienza a Sassuolo: "L'esperienza a Sassuolo è stata significativa perchè li ho fatto tutto, c’è stata la malattia, sono guarito, ho giocato, è come se fossi tornato all'età di 6-7 anni a dare i primi calci al pallone. Dopo la malattia sono partito da settimo difensore, poi sono diventato titolare, è la voglia a fare la differenza.  Poi però non potevo più stare a Sassuolo, già dall'anno prima, col senno di poi ho sbagliato a firmare, me lo sentivo, non perchè si stesse male, si sta da Dio a Sassuolo, ma era finito il mio ciclo. Ad una città come Roma non puoi dire di no. Alla prima chiamata dopo il campionato, avevo promesso a Inzaghi, che mi ha voluto fortemente, che sarei venuto alla Lazio“.

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