Quel fattore umano che fa la differenza...

21.05.2018 15:00 di Valentina Spezzani Twitter:  articolo letto 495 volte

A tratti buio pesto, altre volte un cielo sereno di quelli che lasciano a bocca aperta. E' questa la sintesi della stagione del Sassuolo, che si chiude con un insperato undicesimo posto, in vetta alla colonna di destra della classifica, che non varrà quanto il primato in quella di sinistra ma, per come si erano messe le cose, è un'impresa. C'è chi dice che i problemi avuti quest'anno non fossero immaginabili, chi scrive non è molto convinto che sia così. Quando la nave perde il condottiero magari continua a galleggiare, ma fatica ad andare avanti. Un po' quello che è successo ai neroverdi nella prima parte del campionato, erano persi in mezzo a un mare di guai, senza una guida nella quale si riconoscessero e alla quale sentissero di affidarsi. Questo non vuol dire che Bucchi non fosse capace di fare il suo lavoro, semplicemente non era il traino che in quel momento potesse riportare la barca in un porto sicuro. Beppe Iachini è riuscito a fare questo, a conquistarsi la fiducia del gruppo e a portarlo in salvo. Non era facile, e non solo dal punto di vista sportivo, ma anche e soprattutto da quello umano. La conferma di tutto questo è arrivata ieri, quando si è visto l'impatto del ritorno di Eusebio Di Francesco al Mapei Stadium. Un'ovazione lunga una serata intera, da parte di tutti, i bambini presenti all'arrivo del pullman giallorosso, il personale dello stadio, i giornalisti locali, lo staff neroverde, i giocatori (lunghissimo l'abbraccio con Capitan Magnanelli, lodato dal tecnico pescarese nella conferenza stampa di sabato) e poi i tifosi, che lo hanno accolto col solito “Di Francesco uno di noi”. Avrà anche vissuto una Champions League esaltante, ma Eusebio si è emozionato parecchio ritornando a casa, e non lo ha nascosto, ripagando come sempre l'affetto di chi l'ha sostenuto e amato per cinque meravigliosi anni e continua a farlo anche ora che è un avversario. Le emozioni vissute ieri sera, per chi ha avuto la fortuna e la voglia di esserci, rendono ancora più grande e lodevole il lavoro fatto da Iachini, perchè entrare nel cuore di uno spogliatoio e di una tifoseria “orfani” di una presenza simile non è facile, farlo in pochi mesi raggiungendo gli obiettivi è difficilissimo. La sensazione è che in questo piccolo angolino di mondo a tinte neroverdi, quello che paga continui ad essere la generosità d'animo, come quella di Davide Biondini, che si dice pronto a rimanere anche in altre vesti pur di non mollare questi colori, dopo una stagione da protagonista, magari non in campo, ma certamente nello spogliatoio. Se è vero che nel calcio spiccano i fenomeni, è altrettanto vero che a Sassuolo si continuano a preferire gli uomini, sarà per questo che si arriva sempre dove sembra impossibile arrivare, anche quando la strada si fa ripida e tortuosa.