Il padrone parla milanese, non ha ceduto Politano e vuole rimanere in serie A

Quando anche un punto può cambiarti la vita
03.04.2018 11:32 di Redazione Tuttosassuolocalcio Twitter:  articolo letto 2993 volte

 

Una risposta al padrone c’è stata. Ma non bisogna fare confusione. Ad essere precisi, quel padrone non produce auto ma materiali chimici per l’edilizia. Non ha le sopracciglia alla Elio,  ma è un signore con gli occhiali, conl’accento milanese che è ben diverso da quello piemontese. 

Il dottore  è il ceo di un’azienda che nel 2015 ha fatturato 2,227 miliardi  (cifra in EURO).  Possiede 73 stabilimenti in 33 paesi diversi, sparsi nei 5 continenti. Qualche settimana fa il padrone ha dato un imput alla sua squadra: “Voglio giocare in serie A pure l’anno prossimo”.  Sarebbe il sesto consecutivo per il team neroverde.

Ha invitato a cena lo staff, i dirigenti e i giocatori chiedendo: “Non voglio retrocedere, ma rimanere ancora con i migliori. Provateci con tutte le vostre forze”.  Un desiderio legittimo quello del padrone che investe tanti soldi nella sua creatura calcistica.

Per i meno attenti, il Sassuolo prima della partita di sabato aveva 27 punti in classifica, e ancora oggi, seppur ne abbia aggiunto uno è a 28. Per quelli non abituati  a guardare la graduatoria dal basso, i neroverdi sono in piena lotta per non retrocedere.

La schiavitù, è la condizione dell'individuo considerato giuridicamente proprietà di un altro individuo, e quindi privo di ogni umano diritto.

Il padrone, ha tutto il diritto di chiedere ai suoi giocatori di fare delle grandi prestazioni, di sputare sangue, giocare con la bava alla bocca e fare risultato mettendo in campo ogni stilla di energia.

Il padrone vuole continuare ad andare allo stadio alla domenica, eventualmente il sabato solo perché il Sassuolo è stato inserito nel palinsesto televisivo.  Un desiderio legittimo

L’etica sportiva è scendere in campo, rispettando l’avversario, facendo qualsiasi cosa per rendergli la vita difficile, sfatando la legge naturale che vuole il pesce piccolo sempre sbranato dal più grande. In questi anni di serie A il Sassuolo ha battuto tutte le grandi squadre della serie A.

Nella collezione di scalpi manca solo la Roma. Prima o poi cadrà anche la testa giallorossa.

Chi parla di padroni, inchini, scansamenti, racconta la sua verità e nega ai sogni di prendere corpo. Il calcio non è solo delle grandi metropoli. Sassuolo è una città di poco più di 40mila abitanti. Chievo un piccolo quartiere di Verona. Se questi piccoli pesci fermano una squadra di marziani, ci si alza in piedi per applaudire. Nessuno ha la precedenza. Quella si da solo in strada quando c’è qualcuno che arriva da destra.

Il padrone non si inchina a marzo e nemmeno a gennaio. Nelle passate stagioni hanno bussato alla porta del dottore per avere Berardi, Zaza, Vrsaljko, Defrel, Acerbi.  Qualche mese fa l’ultima richiesta è arrivata per Politano. Pare che il giocatore sia andato a bussare alla porta del Dottore per cambiare maglia. Il signore con gli occhiali l’ha rivestito con l’abito neroverde: “Vai, gioca, segna e ne riparliamo a fine stagione. Le tue prestazioni devono aiutarci per giocare in serie A”. Il soldatino ha detto signor sì al suo unico padrone. Questa è la storia di chi vuole continua a stare con i grandi.  In tutto questo c’è qualcosa di scorretto e poco etico? (Antonio Montefusco)