Di Francesco uno di noi

 di Valentina Spezzani Twitter:  articolo letto 379 volte

L’epilogo di questi cinque anni sarebbe dovuto essere diverso, una bella vittoria, gli spalti pieni, gli striscioni e il Mapei Stadium che canta per l’ennesima volta una grande verità: “Di Francesco uno di noi”. Ma non è giusto partire dalla fine quando si racconta una favola, bisogna partire dall’inizio, e ripercorrere una meravigliosa e irripetibile cavalcata e le emozioni che l’hanno accompagnata. Eusebio ha reso grande il Sassuolo e il Sassuolo ha reso grande Eusebio, ora non può far altro che lasciarlo andare. La piazza tranquilla, la poca pressione che si respirano qui, sono la ragione per cui arrivano giocatori e allenatori che vogliono crescere e migliorarsi  ma, allo stesso tempo, queste sono le stesse ragioni che spingono i giocatori e gli allenatori ad andare altrove una volta pronti. Inutile dirlo, uno stadio pieno ti fa paura quando sei ancora acerbo, ma arriva un punto in cui lo vuoi, lo cerchi, lo sfidi. Eusebio vuole l’Olimpico, il suo Olimpico, dove ha giocato e vinto, dove ha vissuto gli anni migliori della sua carriera da calciatore. Pochi mesi fa, in una bella intervista a Paolo Condò, Di Francesco ha raccontato la sua carriera e i suoi occhi si sono illuminati due volte: quando ha parlato della Roma e quando ha parlato del Sassuolo. Nulla avviene per caso. Tutti in città ci siamo sempre detti che il nostro mister ci avrebbe lasciato solo per la panchina giallorossa, speravamo che la chiamata arrivasse il più tardi possibile ma è arrivata ed è giusto che il condottiero risponda sì. Siamo certi che smentirà gli scettici, perché lo conosciamo, qui ha reso possibile quello che sembrava impossibile, lui le sfide le vince e vincerà anche questa, si farà amare anche nella Capitale.

Caro Eusebio, stai per spiccare il volo ed è un po’ come quando un figlio lascia casa, sei orgoglioso di lui ma sai che ti mancherà tanto. Non è un momento facile e non è semplice spiegarlo a chi non ha vissuto questi cinque anni e questo legame forte, fortissimo tra te, la squadra e la città. Il tuo apporto umano e professionale al mondo neroverde è impareggiabile, entrambe le componenti hanno pesato allo stesso modo, altrimenti non sarebbe stato possibile creare la magia, il gruppo, che poi si sono dimostrati vincenti. La semplicità con cui ti sei calato in questa realtà, la tua umiltà e la tua disponibilità ti hanno reso insostituibile agli occhi dei sassolesi. Raramente un allenatore ha avuto l’appoggio totale di squadra, società e tifosi come hai avuto tu, anche nei momenti difficili, e questo riesce solo ai grandi uomini. E’ nata un’alchimia che non potrà nascere con nessun altro, perché nessun altro porterà questa città, questa squadra dalla B all’Europa League in quattro anni, l'hai fatto tu. Alla fine delle favole i protagonisti sono tutti felici e contenti, i neroverdi ora sono un po’ tristi, ma quando si guarderanno indietro saranno grati di averti conosciuto e avuto per cinque anni, farai grandi cose Mister e ad ogni tuo successo esulteremo con te, perché non ci sono dubbi, Di Francesco è e sarà sempre uno di noi.